Kløver Bridge

Il segreto di Carla Gianardi

Il segreto di Carla Gianardi

Il segreto di Carla Gianardi

Conosco Carla da più anni di quanti entrambe vorremmo ammettere: io per il mio bridge, che non è migliorato nel tempo, e lei per la sua età. Ci siamo innamorate dello stesso uomo — lei platonicamente, io per davvero — e lo abbiamo condiviso senza mai calpestarci i piedi per una vita intera. Abbiamo trascorso sotto lo stesso tetto due lockdown; lei era all’altare accanto a me quando ho sposato Bernardo, è stata una delle prime a sapere che aspettavo Costanza, e suoi erano i fiori che mi hanno fatto compagnia in ospedale quando Enrico non ne voleva sapere di venire alla luce.

Potrei dire che per me è una sorella maggiore, ma chi conosce Carla sa che non si accontenterebbe mai di un solo ruolo: lei è sorella, madre, amica, suocera… insomma, penso di aver reso l’idea, anche per chi la conosce solo come la Campionessa del nostro gioco. Eppure, nonostante tutte queste esperienze condivise e un affetto talmente grande da non aver più bisogno di essere detto, mi ha tenuto un segreto

Dal 13 al 15 novembre, avrebbe dovuto essere a Riga, in Lettonia, per rappresentare l’Italia alla Coppa Europea dei Campioni. Un appuntamento che chiunque sogna e un palcoscenico perfetto per una protagonista come lei. In più – scusami Carla – anagraficamente una delle ultime occasioni per vivere il bridge internazionale. 

E invece no. Non ci andrà. Ha rinunciato IN SILENZIO…e questa per chi la conosce è la vera notizia! Lo ha fatto per essere presente al Campionato Allievi e allo stage degli insegnanti che si terrà questo weekend a Salsomaggiore

Carla Gianardi e Bernardo Biondo

La scelta di Carla

 

Da poco eletta delegato tecnico della FIGB e responsabile della Scuola Bridge italiana, Carla ha preso il suo ruolo come prende tutto nella vita: con estrema serietà. Non ha voluto iniziare con un discorso, ma con un gesto. Ha scelto di stare dall’altra parte del tavolo, accanto a chi il bridge lo sta appena scoprendo, a chi ancora confonde il conto delle prese o dimentica se sta giocando ad atout o a senza. Ha scelto di essere lì dove il gioco comincia, non dove si celebra. E scusate se è poco.

In fondo, la sua non è altro che una dichiarazione d’amore: verso il bridge, certo, ma anche verso sé stessa e verso il lavoro che porta avanti da anni. Perché nessuno più di Carla sa che questo gioco vive solo se qualcuno si prende la responsabilità di farlo crescere, di tenerlo vivo, di insegnarlo con pazienza e passione.

E così, mentre a Jūrmala si contenderanno titoli e trofei, lei starà a Salsomaggiore a ricordarci che a volte la vera vittoria non si misura in IMP ma nel coraggio di una rinuncia. Non tutti i campioni vincono giocando. Alcuni lo fanno scegliendo dove stare.

 

 

 



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