Ciao a tutti, mi presento: mi chiamo Alessia Cornali e no, non sono (solo) la moglie di Bernardo Biondo. Mi occupo di comunicazione e marketing sui social media da più di 10 anni. Questa è la prima campagna elettorale della Federbridge che seguo (in passato con la mia Azienda ci siamo occupate della comunicazione delle campagne politiche nazionali) e mi piacerebbe, oggi, riflettere insieme a voi su ciò che non ha funzionato davvero.
Se facendo attenzione a questi “dettagli” l’esito del voto sarebbe cambiato, non lo sapremo mai ma lo scarto tra i due candidati è stato talmente irrisorio che mi stupirei del contrario. Per mesi si è parlato del vantaggio di Parolaro (e Frola) sull’altro candidato per via della loro posizione in Federazione ma questa “fantomatica agevolazione” che avevano, è consistita in appena 27 voti (193 a 166 risultato finale).
Bastavano 14 ASD (su 370) che, cambiando idea, avrebbero fatto vincere Frenna. Se consideriamo, poi, i voti multipli, potevano bastarne addirittura 2. Se un vantaggio c’era, quindi, non sarebbe stato determinante se un numero congruo di ASD avessero creduto alla proposta di cambiamento. ù
Proviamo, quindi, a capire cosa si poteva fare meglio.
Errore 1: la scelta di far ruotare tutto intorno al cambiamento
Stanotte ho fatto un sogno. Era inverno, stavo andando da un cliente ed ero in ritardo. Ho parcheggiato la macchina e proseguito a piedi ma mi sono persa. All’improvviso mi sono trovata bloccata al centro di una manifestazione (a Roma non è così raro). L’ansia era a mille perché ero in ritardo e non riuscivo a uscire. Intorno a me era pieno di cartelloni che recitavano: “Se vuoi il cambiamento vota Frenna”, “Il cambiamento inizia da Frenna”, “Il bridge ha bisogno di un cambiamento, il suo nome è Frenna”. Perdonate la banalità: Frenna non è stato eletto perché i Presidenti (ma anche tante persone) non hanno creduto alla sua proposta di cambiamento.
L’intera campagna elettorale da marzo a oggi è stato un continuo ripetere incessantemente questi slogan senza convincere chi aveva diritto al voto. Il candidato Presidente si è impegnato un po’ nella divulgazione del suo programma ma i suoi candidati consiglieri e sostenitori hanno scelto una strada completamente diversa. Ci hanno sommersi di frasi fatte senza dimostrare mai i contenuti delle loro idee. L’Assemblea Straordinaria è stata solo una conferma. Tutti i candidati consiglieri che hanno parlato (e lo stesso candidato Presidente) non hanno saputo cedere alla tentazione di dire che l’unico cambiamento lo avrebbe portato Frenna. Alla fine nessuno ci ha creduto. Non è un caso, secondo me, che l’unica consigliera eletta della cordata è quella che non ha toccato l’argomento. Ha parlato di sé stessa e dei progetti per il bridge, senza mai utilizzare frasi fatte, proponendo solo il suo punto di vista.
Errore 2: un utilizzo drammaticamente sbagliato dei social media
La prima volta che mi hanno invitata a tenere un seminario sull’utilizzo dei social a Roma 3 ricordo di aver iniziato la lezione dicendo: “Oggi i social sono il nostro biglietto da visita. Se pensate di farne un utilizzo sporadico o trasandato non toccateli affatto. Non credete alla favola che l’abito non fa il monaco, agli occhi delle persone, lo fa davvero”. Sono passati 7 anni.
La cordata che ha perso ha puntato molto sull’importanza della comunicazione e sull’utilizzo che avrebbero fatto dei nuovi media ma poi non sono passati inosservati:
- Post con 230 tag (anche personali e che nulla avevano a che fare con la campagna elettorale): amici, non servivano. la visibilità di un contenuto è determinata da un calcolo matematico basato sul numero di interazioni che vengono prodotte. L’algoritmo seleziona in base a ciò che viene ritenuto interessante dalla comunità. Per questo è meglio non disperdere le pubblicazioni (o “rincoglionire” il pubblico) e concentrarli in un posto solo: in questo modo, si avranno più interazioni e visibilità. Ve la faccio ancora più facile: ve la ricordate quella sensazione di antipatia naturale che vi derivava da chi pubblicava la stessa cosa su 200 gruppi? Facebook punisce chi ve la stimola, limitando la visibilità del post;
- Video tagliati in modo sbagliato;
- Hashtag fuori contesto;
- Un utilizzo spregiudicato dell’@tutti.
Non fraitendetemi, nell’altra cordata non militavano degli esperti di social media ma non hanno puntato su una strada su cui non si sentivano al sicuro (a parte qualche piccolo esperimento), rischiando una inevitabile figuraccia agli occhi di tutto l’elettorato. Voglio chiudere questo paragrafo con un dato: alcuni continuano a sostenere che nel bridge i social non siano veramente performanti perché l’età media è molto alta. I nostri video sulle elezioni hanno raccolto, in alcuni casi, 3000 visualizzazioni in meno di 24 ore.
Errore 3: la campagna d’odio contro un avversario che li ha ignorati tutto il tempo
“Lasciatemi dire, a costo di sembrare ridicolo(/a), che il vero rivoluzionario è guidato da grandi sentimenti d’amore.” Mai come in questa campagna elettorale abbiamo sentito giudizi trancianti ed eccessivi. Alcuni sono stati messi alla gogna pubblica. Pozzi e Brambilla (in particolare) sono finiti più volte al centro di campagne di odio insensate con giudizi come “feccia”, “incompetente” o insulti sessisti che ho vergogna persino a ripetere. Incredibile pensare che tutto questo venisse da una “cordata del cambiamento”. Non hanno voluto ascoltare l’elettorato che, più di una volta, ha invitato alla calma e ad abbassare i toni. Anche in Assemblea alcuni candidati consiglieri hanno scelto di rinnovare questa scelta e, non a caso, sono quelli che hanno preso meno voti.
L’aspetto più interessante, secondo me, che a questa campagna d’odio nessuno ha risposto con parole velenose. Da spettatori, la sensazione era di avere da una parte qualcuno che urlava in modo spregiudicato e accalorato e dall’altra qualcuno impegnato in tutti altri pensieri. Una piccola postilla finale: l’unica che ha speso delle parole per la pace è stata Alessandra Famiglietti, l’unica consigliera della cordata (di Frenna) che poi è stata eletta.
Errore 4: il rinnovamento della squadra ha perso il confronto diretto
Dopo l’insuccesso (per tutti) dell’Assemblea di marzo, tutti e due i candidati si sono seduti a tavolino e hanno programmato un rinnovamento della squadra. Ognuno dei due ha riflettuto sui suggerimenti ricevuti dagli elettori e ha tolto alcuni elementi per sostituirne altri. Solo uno dei due, però, ha davvero colpito i Presidenti con alcuni nomi che sembravano parlare di cambiamento più di tutti gli altri. Secondo me – ma di questo non posso esserne certa – il candidato perdente ha ceduto alla tentazione di farsi guidare nella scelta da chi avrebbe portato più voti. Ciò ha in qualche modo minato la credibilità del progetto. Una nota finale su cui è importante riflettere: ieri in Assemblea la squadra Frenna non ha speso una parola per il gruppo, gli altri si sono mostrati coesi e con una voglia autentica e sincera di lavorare insieme. Mi ha colpito particolarmente il fatto che all’immediato esito della votazione che vedeva la Checchi come l’unica della squadra Parolaro esclusa dal consiglio, tutti, tutti, tutti, come prima cosa sono andati da lei a esprimere dispiacere. Dall’altra parte, dopo la votazione del Presidente, Frenna è uscito dall’Assemblea e non è più rientrato.
Errore 5: lo slogan del “Tutti contro Frola”
Siete pronti per una verità scomoda? A molti Frola piace. Nessuno pensa che sia perfetto ma ritengono che il suo ruolo di Segretario Generale lo svolga con grande impegno e competenza. Non sto dicendo che a me piaccia o meno (anche perché è del tutto irrilevante), ma ho sentito più di un Presidente di ASD dire che avrebbe votato Parolaro per continuare ad avere Frola come Segretario Generale.
Dall’altra parte non è mai stata avanzata una proposta un’alternativa convincente. Incentrare tutta la campagna elettorale sull’eliminazione di Frola è stato rischioso perché ha fatto perdere tutti i voti di chi dal segretario generale in questi anni ha ricevuto assistenza (anche a orari poco urbani). Frola è e rimarrà un personaggio molto discusso ma non è un incompetente.
Non siete d’accordo? Parliamone educatamente nei commenti.


